ITALIA
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Fratelli d’Italia, l’Italia sprecona

Un governo che reprime un settore dove potremmo essere leader mondiali.

Uno spreco così enorme che solo sentirne i numeri fa molto riflettere.

In Italia OGNI GRAMMO di Cannabis sequestrato costa mediamente alle casse dello stato (quindi di tutti noi contribuenti) 500€. È da quanto emerso dall’operazione ridicola e senza senso messa in atto dallo stato. Operazione “Scuole sicure” costata circa 4 milioni di euro, che ha portato al sequestro complessivo di 14 chilogrammi di Cannabis ma che soprattutto non ha reso per nulla le scuole più sicure e tantomeno ne ha troncato l’utilizzo da parte dei giovani studenti. D’altronde è risaputo da oltre mezzo secolo che la repressione non funziona e non funzionerà mai. Lo conferma anche il presidente dei centri di recupero italiani che ha più volte condannato la repressione messa in atto dalle nostre forze politiche sull’argomento in questione.

In America nel solo 2017 il mercato LEGALE della cannabis ha portato 4,7 miliardi di dollari di entrate fiscali agli stati Usa che hanno scelto la strada della legalizzazione del mercato. La stima arriva da un rapporto prodotto dal giornale Quaertz che analizza i dati forniti dai singoli stati.

A rendere impressionante il dato è il fatto che nel periodo analizzato la cannabis era legale anche a fini ricreativi in nove stati su 50, e quattro di questi (California, Massachusetts, Maine e Nevada) avevano approvato la legalizzazione a novembre del 2016 e quindi per buona parte del 2017 non sono stati pienamente operativi. Di fatto, quindi, gli stati dove la legalizzazione era completamente in atto erano appena cinque: Colorado, Washington, Alaska, Washington DC e Oregon.

Gli stati in questione ospitano meno di 20 milioni di abitanti sui circa 320 milioni degli interi Usa, una stima dei proventi della legalizzazione a livello federale porterebbe quindi la marijuana ad essere uno dei principali settori economici americani.

Attualmente negli Stati Uniti con la Legalizzazione si è registrato una diminuzione di oltre il 50% degli utilizzatori di Cannabis tra i giovani. Dove il fascino del proibito cade, cade spesso anche la tentazione.

Inoltre si sono registrati il 35% in meno di decessi da uso di oppioidi e il 30% in meno di reati legati alla violenza domestica.

Quella che, invece, tutti chiamano “la teoria del passaggio” fu smentita e demolita a suo tempo già negli anni ’50 dagli esperti del settore. La Cannabis non porta all’utilizzo di altre droghe, anzi spesso è meritevole della disintossicazione da alcool o sostanze sintetiche pesanti.

Dati reali e ben distanti dalla “catastrofe immaginaria” proposta dai politici italiani riguardante un possibile scenario di Legalizzazione. L’esempio di questi due mondi e visioni opposte dovrebbe far riflettere in molti, considerando che furono proprio gli USA a vietare per primi la Cannabis. Oggi hanno chiesto scusa e fatto un passo indietro. Contano 11 Stati dove la legalizzazione è andata in porto.

LO SPRECO ITALIANO: DA LEADER MONDIALI A CACCIATORI DI STREGHE

Dopo aver visto quanto ci costa questa caccia alle streghe, vediamo come l’Italia sta sprecando tempo e opportunità.

Eh già. L’Italia è stata e sarebbe ancora tutt’oggi Leader Mondiale del settore della Cannabis. Infatti circa un secolo fa, quando l Cannabis era libera e amica del mondo, l’Italia era prima nella classifica mondiale per qualità prodotta e seconda per quantità. Come per il cibo, la Cannabis per crescere in modo ottimale necessita del miglior clima e della miglior terra al mondo. E dove trovare la maggior qualità in tutto ciò se non in Italia?

Secondo gli esperti la Legalizzazione in Italia porterebbe oltre 300.000 posti di lavoro e un introito per le casse dello Stato di 6-8 Miliardi di tasse all’anno. Stroncherebbe in modo quasi definitivo il traffico illecito di Cannabis nel mercato criminale, proponendo nuovi posti di lavoro pienamente legali a chi magari prima passava le giornate per strada a spacciare chissà quale schifezza senza controllo.

La Cannabis sarebbe alla base del “Progetto Green” che tutti i paesi europei vogliono mettere in atto entro il 2030. Con la Cannabis si potrebbe ridurre l’inquinamento sui quei settori principali responsabili di disastri ambientali, partendo dalla plastica fino ad arrivare al settore tessile. La Cannabis, crescendo, cattura 4 volte il quantitativo di CO2 di qualsiasi altra specie vegetale oltre a nutrire il terreno sul quale cresce assimilando e trattenendo le tossine presenti. Non dimentichiamo tra le altre cose che tuto ciò che oggi è costruito in plastica o derivati dal petrolio, può essere costruito in bio-plastica di Canapa totalmente ad impatto zero. Una bottiglia di bio-plastica di Canapa in mare può durare solo 80 giorni prima di biodegradare.

LEGALIZZIAMO L’ANTI-IPOCRISIA

È risaputo da sempre e da tutti che la Cannabis non ha mai ucciso nessunoanzi può curare e migliorare lo stile di vita di molte persone malate o sofferenti per determinate patologie o stati d’animo. Può essere molto utile, se non fondamentale, per un futuro green e può introdurre nelle casse dello stato molto denaro legale, abbattendo il traffico delle organizzazioni criminali. Quindi non capiamo come ancora oggi lo il governo italiano rifiuti di proporre una legge per la legalizzazione o liberalizzazione della Cannabis. In un mondo che conta tre milioni di morti all’anno per causa dell’alcool, sostanza giustamente di libero accesso. Ecco, non comprendiamo il motivo di come sia possibile permettere alle persone di scegliere se farsi del male o meno con l’alcool, ma non si da la possibilità alle persone di stare bene con la Cannabis.

Tutto ciò è ormai palesemente ridicolo. Una caccia alle streghe che riporta ai tempi medioevali un paese che meriterebbe l’avanguardia su tutti i suoi settori migliori del quale dispone. E una delle cose che l’Italia sa fare meglio di tutti è proprio la Cannabis. Ma per ora restiamo leader mondiali di un settore che rifiutiamo giorno dopo giorno, dovendo comprare all’estero la Cannabis per i nostri pazienti, facendo fare ad altri quello che noi facciamo meglio di tutti. Questa è l’Italia oggi, e purtroppo lo è da molti anni.

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