La Colombia torna a discutere concretamente della regolamentazione della cannabis per uso ricreativo. Dopo anni di tentativi falliti e di acceso confronto politico, una nuova proposta legislativa ha superato il primo ostacolo parlamentare, segnando un passaggio importante nel percorso verso la possibile legalizzazione del mercato della marijuana per gli adulti.
La Prima Commissione della Camera dei Rappresentanti ha infatti approvato in prima lettura il progetto presentato dal deputato Alejandro Ocampo, aprendo la strada a un iter che potrebbe modificare in profondità l’approccio del Paese nei confronti della cannabis.
Un percorso legislativo ancora lungo
L’approvazione in commissione rappresenta soltanto il primo passo di un processo che dovrà affrontare diversi passaggi istituzionali prima di arrivare alla promulgazione definitiva. Il testo sarà ora discusso dall’intera Camera dei Rappresentanti e, in caso di voto favorevole, dovrà successivamente ottenere il via libera del Senato attraverso ulteriori letture parlamentari.
Nonostante la strada sia ancora complessa, il voto rappresenta un segnale politico significativo, soprattutto in un contesto in cui il tema della legalizzazione continua a dividere l’opinione pubblica e le forze politiche colombiane.
L’obiettivo: togliere spazio al mercato illegale
Secondo il promotore della riforma, la regolamentazione consentirebbe allo Stato di assumere il controllo dell’intera filiera produttiva, dalla coltivazione alla vendita al consumatore finale.
L’idea alla base del progetto è quella di sostituire progressivamente il mercato clandestino con un sistema regolamentato e tracciabile, nel quale la distribuzione sia affidata esclusivamente ad attività autorizzate e sottoposte a controlli rigorosi. L’accesso ai prodotti sarebbe consentito soltanto ai maggiorenni, con obbligo di verifica dell’identità e requisiti specifici per gli operatori del settore.
Per i sostenitori della riforma, un modello di questo tipo permetterebbe di ridurre il peso delle organizzazioni criminali e di aumentare la sicurezza dei consumatori attraverso standard produttivi verificabili.
Le principali misure previste dalla proposta
Il disegno di legge definisce un quadro normativo dettagliato che disciplina produzione, commercio e consumo della cannabis.
Tra le disposizioni più rilevanti figurano:
- acquisto consentito esclusivamente ai cittadini maggiorenni;
- limite massimo giornaliero di 20 grammi di infiorescenze;
- possibilità di acquistare fino a 5 grammi di estratti e concentrati;
- introduzione di un’imposta del 20% sulle vendite legali;
- autorizzazione alla coltivazione domestica fino a 20 piante per individuo;
- revisione delle conseguenze penali per reati legati alla cannabis, con la possibilità di cancellare precedenti giudiziari e valutare la liberazione di alcune persone detenute per fatti riconducibili alla marijuana;
- riconoscimento dei cannabis social club senza finalità di lucro, autorizzati a coltivare fino a 200 piante destinate esclusivamente ai propri membri.
L’impianto normativo si ispira a modelli già adottati in altri Paesi, cercando di combinare libertà individuale, controllo pubblico e prevenzione degli abusi.

Un ruolo centrale per le comunità rurali e indigene
Uno degli elementi più innovativi della proposta riguarda la distribuzione delle opportunità economiche generate dal nuovo mercato.
Il progetto prevede infatti meccanismi destinati a favorire la partecipazione di categorie storicamente escluse dai principali processi di sviluppo economico. Almeno metà della cannabis commercializzata legalmente dovrebbe provenire da coltivazioni gestite da associazioni contadine, comunità indigene e organizzazioni afro-colombiane.
Inoltre, la maggioranza delle licenze destinate alla coltivazione verrebbe assegnata proprio a questi gruppi, con l’obiettivo di garantire una redistribuzione più equa dei benefici economici derivanti dalla legalizzazione.
I promotori della riforma ritengono che questo approccio possa contribuire alla crescita delle aree rurali, offrendo nuove fonti di reddito a comunità che da decenni convivono con la coltivazione della cannabis in condizioni spesso prive di tutele e riconoscimento istituzionale.
Limitazioni alla pubblicità e tutela dei minori
Il testo dedica particolare attenzione anche agli aspetti legati alla salute pubblica.
La promozione commerciale dei prodotti a base di cannabis sarebbe soggetta a restrizioni significative per evitare che i messaggi pubblicitari possano influenzare i minori o incoraggiare un consumo irresponsabile.
Parallelamente, il governo nazionale sarebbe chiamato a sviluppare campagne informative e programmi educativi destinati alla popolazione, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sui possibili effetti e rischi associati all’uso della sostanza.
I precedenti fallimenti non fermano il dibattito
Il tema della cannabis legale non è una novità nel panorama politico colombiano. Negli ultimi anni il Congresso ha esaminato più volte progetti simili, senza però riuscire a portarli a conclusione.
Particolarmente significativa è stata la riforma costituzionale discussa nel 2023, arrivata a un passo dall’approvazione definitiva prima di essere respinta nell’ultima fase dell’iter parlamentare. Anche una successiva iniziativa legislativa presentata nel 2024 non è riuscita a raccogliere il consenso necessario.
Questi precedenti dimostrano quanto il tema continui a suscitare forti divisioni all’interno delle istituzioni colombiane.
Il sostegno del presidente
Tra i principali sostenitori della legalizzazione figura il presidente colombiano Gustavo Petro, che negli ultimi anni ha più volte criticato l’efficacia delle politiche proibizioniste.
Secondo Petro, la criminalizzazione della cannabis non avrebbe prodotto i risultati sperati nella lotta contro il narcotraffico, contribuendo invece ad alimentare violenza, economia sommersa e instabilità sociale.
Fin dal suo insediamento, il capo dello Stato ha sostenuto la necessità di ripensare l’intera strategia antidroga, posizione già espressa in occasione del suo intervento all’United Nations nel 2022, durante il quale invitò la comunità internazionale ad abbandonare modelli repressivi ritenuti ormai inefficaci.
Le sue dichiarazioni hanno spesso evidenziato quella che considera una contraddizione internazionale: mentre diversi territori degli Stati Uniti hanno legalizzato la cannabis, molti Paesi continuano a subire le conseguenze delle politiche globali di contrasto alla droga promosse per decenni.
Una scelta che potrebbe ridefinire il futuro del Paese
Se il progetto dovesse completare con successo il suo percorso parlamentare, la Colombia potrebbe diventare uno dei principali esempi di trasformazione delle politiche sulle droghe in America Latina.
La regolamentazione della cannabis aprirebbe nuove prospettive economiche attraverso la creazione di un settore produttivo legale, la generazione di entrate fiscali e l’emersione di attività oggi collocate nell’economia informale.
Allo stesso tempo, la riforma rappresenterebbe un cambiamento simbolico per una nazione che per decenni è stata associata al narcotraffico e alle strategie di repressione delle sostanze stupefacenti.
Il voto ottenuto in commissione non garantisce ancora l’approvazione definitiva della legge, ma conferma che il dibattito sulla cannabis in Colombia è entrato in una nuova fase e che il tema continua a occupare un posto centrale nell’agenda politica del Paese.

