Negli ultimi anni il cannabidiolo (CBD), uno dei principali composti non psicoattivi della cannabis, ha attirato l’attenzione della medicina veterinaria per le sue possibili applicazioni nel trattamento di diverse patologie croniche. Tra i settori più promettenti emerge l’oncologia veterinaria, dove la ricerca sta cercando di comprendere se il CBD possa svolgere un ruolo non solo nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti, ma anche nel contrasto diretto della crescita tumorale.
Una recente revisione sistematica pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Veterinary Science ha analizzato le evidenze disponibili sugli effetti del CBD nelle neoplasie canine, evidenziando risultati interessanti ma anche importanti limiti che richiedono ulteriori approfondimenti clinici.
Il crescente interesse per il CBD in oncologia veterinaria
L’interesse verso il CBD nasce dalla presenza, nei mammiferi, del sistema endocannabinoide, una complessa rete biologica coinvolta nella regolazione di processi fondamentali come infiammazione, dolore, risposta immunitaria, appetito e sopravvivenza cellulare.
Numerosi studi di laboratorio hanno dimostrato che il CBD può influenzare diversi meccanismi biologici associati alla crescita tumorale. In particolare, alcune ricerche suggeriscono che questa molecola sia in grado di rallentare la proliferazione delle cellule neoplastiche, favorirne la morte programmata e alterare specifiche vie metaboliche indispensabili alla sopravvivenza del tumore.
Le sei tipologie di tumore canino studiate
La revisione scientifica ha identificato sei principali linee tumorali canine nelle quali il CBD ha mostrato attività biologica significativa in laboratorio.
Linfoma
Il linfoma rappresenta uno dei tumori più frequenti nel cane. Negli studi in vitro il CBD ha dimostrato di ridurre la vitalità delle cellule tumorali e di aumentare lo stress ossidativo a livello dei mitocondri, le strutture cellulari responsabili della produzione di energia. Questo processo può contribuire all’induzione dell’apoptosi, ovvero la morte programmata delle cellule malate.
Carcinoma mammario
Anche nelle cellule di carcinoma mammario canino il CBD ha evidenziato effetti antiproliferativi. Le cellule trattate hanno mostrato una riduzione della capacità di crescita e una maggiore suscettibilità ai meccanismi di autodistruzione cellulare.
Glioma
Il glioma è un tumore che colpisce il sistema nervoso centrale e presenta spesso una prognosi complessa. Gli studi preclinici hanno osservato un effetto citotossico diretto del CBD sulle cellule tumorali. Inoltre, in modelli sperimentali murini contenenti cellule di glioma canino, l’associazione tra CBD e radioterapia ha mostrato un potenziale incremento della sopravvivenza rispetto ai trattamenti tradizionali utilizzati da soli.
Carcinoma prostatico
Nel carcinoma prostatico il CBD sembra interferire con i meccanismi cellulari che sostengono la proliferazione tumorale. Sebbene i dati siano ancora limitati, i risultati ottenuti in laboratorio indicano una possibile attività antitumorale che merita ulteriori approfondimenti.
Osteosarcoma
L’osteosarcoma è una delle neoplasie ossee più aggressive nel cane. Le ricerche hanno rilevato che il CBD può ridurre la crescita delle cellule tumorali e attivare processi cellulari che portano alla loro eliminazione. Tuttavia, mancano ancora studi clinici che confermino tali effetti nei pazienti.
Carcinoma uroteliale della vescica
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il carcinoma uroteliale. In questo caso il CBD ha mostrato effetti additivi e, in alcune condizioni, sinergici quando utilizzato insieme a farmaci chemioterapici come vinblastina e mitoxantrone. Questo suggerisce la possibilità che il cannabidiolo possa, in futuro, diventare un supporto alle terapie oncologiche convenzionali.
Come agisce il CBD sulle cellule tumorali?
Le ricerche attualmente disponibili indicano che il CBD esercita la propria azione attraverso diversi meccanismi biologici.
Tra i principali troviamo:
- alterazione delle vie di segnalazione cellulare coinvolte nella crescita tumorale;
- interferenza con i percorsi metabolici MAPK e AKT, fondamentali per la sopravvivenza delle cellule neoplastiche;
- incremento dello stress ossidativo intracellulare;
- induzione dell’apoptosi;
- attivazione dell’autofagia, un processo attraverso il quale le cellule degradano componenti danneggiati o non più funzionali.
L’insieme di questi effetti può contribuire a limitare la proliferazione delle cellule tumorali e a favorirne la distruzione.
I risultati di laboratorio non equivalgono a una cura
Nonostante l’entusiasmo generato dai risultati ottenuti in laboratorio, è fondamentale distinguere tra studi preclinici e prove cliniche.
La maggior parte delle evidenze disponibili deriva infatti da colture cellulari o modelli animali sperimentali. Ciò significa che le cellule tumorali vengono osservate in condizioni controllate, molto diverse dalla complessità biologica di un paziente reale.
Ad oggi non esistono prove sufficienti per considerare il CBD una terapia curativa per il cancro nel cane. Gli oncologi veterinari concordano sul fatto che le cure convenzionali — chirurgia, chemioterapia, radioterapia e immunoterapia quando disponibili — restano il riferimento terapeutico principale.
Il ruolo attuale del CBD nella pratica veterinaria
Se il suo impiego come agente antitumorale rimane ancora oggetto di studio, il CBD trova già applicazione come supporto sintomatico in molti pazienti oncologici.
I benefici più frequentemente riportati riguardano:
Controllo del dolore
Il CBD può contribuire alla gestione del dolore cronico, specialmente quando associato ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o ad altri analgesici prescritti dal veterinario.
Riduzione dell’ansia
Molti cani affetti da tumore sviluppano stati di ansia legati al dolore, ai trattamenti o alle frequenti visite cliniche. Il CBD può favorire un maggiore rilassamento e migliorare il benessere generale.
Supporto dell’appetito
La perdita di appetito rappresenta una delle problematiche più comuni nei pazienti oncologici. In alcuni casi il CBD sembra aiutare a mantenere una migliore assunzione di cibo.
Controllo di nausea e vomito
Durante i trattamenti chemioterapici alcuni cani possono sviluppare nausea o episodi di vomito. Sebbene siano necessari ulteriori studi, il CBD viene talvolta utilizzato come supporto complementare.
Sicurezza e possibili interazioni farmacologiche
Le ricerche disponibili indicano che il CBD è generalmente ben tollerato nei cani alle dosi raccomandate. Gli effetti indesiderati più frequentemente osservati includono:
- sonnolenza;
- lieve sedazione;
- disturbi gastrointestinali transitori;
- variazioni degli enzimi epatici.
L’aspetto più delicato riguarda però le interazioni farmacologiche.
Il CBD può infatti inibire alcuni enzimi del citocromo P450, un sistema metabolico presente nel fegato che contribuisce all’eliminazione di numerosi farmaci, compresi alcuni chemioterapici. Questa interferenza potrebbe modificare la concentrazione dei medicinali nel sangue, aumentando il rischio di effetti collaterali oppure alterandone l’efficacia.
Per questo motivo qualsiasi integrazione con CBD deve essere sempre supervisionata da un veterinario esperto, soprattutto nei pazienti sottoposti a protocolli oncologici.
Perché evitare il fai-da-te
La crescente diffusione degli oli di CBD ha portato molti proprietari a considerarli una soluzione semplice e immediata. Tuttavia, il dosaggio corretto varia in base a molteplici fattori, tra cui:
- peso corporeo;
- età;
- condizioni cliniche generali;
- tipo di tumore;
- terapie concomitanti;
- funzionalità epatica e renale.
Prodotti di qualità incerta o dosaggi inappropriati possono compromettere la sicurezza del trattamento e interferire con le cure oncologiche già in corso.
Possiamo affermare che..
Le evidenze scientifiche disponibili indicano che il CBD possiede interessanti proprietà biologiche contro diverse linee tumorali canine, tra cui linfoma, carcinoma mammario, glioma, carcinoma prostatico, osteosarcoma e carcinoma uroteliale. Gli studi di laboratorio suggeriscono effetti antiproliferativi, proapoptotici e, in alcuni casi, una potenziale sinergia con farmaci antitumorali convenzionali.
Tuttavia, la distanza tra risultati ottenuti in vitro e applicazione clinica è ancora significativa. Al momento il CBD non può essere considerato una terapia antitumorale curativa nel cane, mentre il suo impiego come supporto per il controllo del dolore, dell’ansia e dei sintomi associati alla malattia appare più consolidato.
Il futuro della ricerca veterinaria chiarirà se questa molecola potrà assumere un ruolo più rilevante nei protocolli oncologici. Fino ad allora, qualsiasi utilizzo dovrebbe avvenire esclusivamente sotto la supervisione di un veterinario o di un oncologo veterinario.
Fonti, studio e approfondimenti
- Frontiers in Veterinary Science – Antitumor Effects (Potential) of Cannabidiol (CBD) in Canine Oncology: A Systematic Review
https://www.frontiersin.org/journals/veterinary-science/articles/10.3389/fvets.2026.1800410/full - Abstract ufficiale dello studio
https://www.frontiersin.org/journals/veterinary-science/articles/10.3389/fvets.2026.1800410/abstract - Approfondimento divulgativo (Hemp Gazette)
https://hempgazette.com/news/cbd-canine-cancer-therapeutic-potential-review/ - Analisi della ricerca (Marijuana Moment)
https://www.marijuanamoment.net/cbd-holds-potential-as-an-anticancer-agent-for-dogs-new-scientific-review-concludes/
Studio scientifico principale:
Titolo: Antitumor Effects (Potential) of Cannabidiol (CBD) in Canine Oncology: A Systematic Review
Autori: Francisca J. Medina, Cristian G. Torres
Rivista: Frontiers in Veterinary Science
Anno: 2026
DOI: 10.3389/fvets.2026.1800410
Link: https://doi.org/10.3389/fvets.2026.1800410


