Un tribunale austriaco ha assestato un duro colpo al tentativo delle autorità di includere i fiori di canapa nel sistema del monopolio del tabacco nazionale.
La decisione arriva dalla Corte federale delle finanze (BFG), che ha dichiarato illegittimo il sequestro di prodotti a base di canapa venduti tramite distributori automatici, una formula commerciale ormai molto diffusa nel mercato austriaco della cannabis light.
La vicenda riguarda la società RETO Concept GmbH, con sede a Salisburgo e guidata dall’imprenditore Thomas Reisenhofer. L’azienda commercializza prodotti derivati dalla canapa attraverso distributori automatici chiamati “Hinfomat”. Nel marzo 2025, le autorità doganali avevano confiscato i fiori di canapa dell’azienda sostenendo che la loro vendita violasse le norme sul monopolio del tabacco.
Il tribunale, però, ha respinto questa interpretazione, stabilendo che il sequestro non aveva basi legali sufficienti.
La sentenza rafforza la posizione del settore della canapa
Secondo la dogana, i fiori di canapa essiccati avrebbero dovuto rientrare nella normativa sul tabacco sulla base di una precedente decisione del Tribunale amministrativo austriaco (VwGH) del 2024. Tuttavia, la Corte federale delle finanze ha chiarito che quella sentenza non estendeva automaticamente il monopolio del tabacco ai prodotti a base di canapa.
Anche l’Associazione austriaca della cannabis (ÖCB) ha accolto con favore la decisione, sottolineando che il tribunale ha precisato come il precedente pronunciamento del VwGH non affrontasse in modo diretto la questione dei fiori di canapa essiccati. Per questo motivo, il semplice richiamo a quella sentenza non poteva giustificare le misure adottate dalle autorità.
Per l’ÖCB, il verdetto rappresenta una conferma importante: la cannabis legale non può essere equiparata automaticamente al tabacco secondo la normativa austriaca.
Il presidente dell’associazione, Klaus Hübner, ha dichiarato che la decisione dimostra come l’azione delle autorità mancasse di solide basi giuridiche, definendo fallito il tentativo di sottoporre sistematicamente i prodotti a base di canapa al monopolio del tabacco.
L’associazione aveva già sostenuto la propria posizione attraverso pareri legali, tra cui quello del costituzionalista Heinz Mayer, secondo cui la normativa sul monopolio del tabacco veniva applicata impropriamente ai fiori di canapa.
Regole più severe dal 2028, ma lo scontro continua
Nonostante questa battuta d’arresto per le autorità, il governo austriaco continua però a orientarsi verso una regolamentazione più restrittiva. A dicembre il Parlamento ha approvato una riforma del monopolio del tabacco che, secondo l’amministrazione monopolistica, dovrebbe chiarire il quadro normativo.
La riforma prevede un periodo transitorio fino alla fine del 2028 per negozi di canapa e CBD. Dopo questa data, i prodotti a basso contenuto di THC potranno essere distribuiti soltanto attraverso il circuito autorizzato del monopolio del tabacco, quindi tramite grossisti e tabaccai abilitati.
Questa prospettiva ha diviso il settore: da un lato i tabaccai vedono con favore l’introduzione di diritti esclusivi di vendita, dall’altro l’ÖCB continua a opporsi sostenendo che la canapa legale debba poter essere commercializzata anche al di fuori della rete del tabacco.
L’associazione ha inoltre annunciato l’intenzione di portare la questione davanti alla Corte Costituzionale austriaca, convinta che la recente decisione del BFG rafforzi ulteriormente la propria posizione.
Per il momento, la sentenza rappresenta una vittoria significativa per le imprese della canapa che operano attraverso canali alternativi, come i distributori automatici. Tuttavia, il confronto tra istituzioni e settore rimane aperto e lascia prevedere nuove battaglie legali e politiche nei prossimi anni.
Secondo Hübner, l’Austria ha ora bisogno di una normativa chiara che garantisca sicurezza giuridica e sostenga il mercato legale invece di limitarlo.
La situazione in Italia
In Italia, il dibattito giuridico sulla regolamentazione della canapa light continua, con nuovi interventi dei tribunali che mettono in discussione alcune disposizioni del decreto sicurezza.
Dopo precedenti casi già emersi nei mesi scorsi, anche il Tribunale di Trani ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale sulle norme che riguardano produzione, detenzione e vendita di infiorescenze di canapa a basso contenuto di THC.
Al centro della questione ci sarebbe la mancanza di una chiara distinzione tra attività considerate realmente pericolose e operazioni commerciali legali e tracciabili prive di effetti stupefacenti.
Nel frattempo, diverse decisioni della magistratura ordinaria stanno portando a dissequestri, archiviazioni e assoluzioni nei confronti di aziende e commercianti del settore, soprattutto nei casi in cui le analisi tecniche confermano livelli di THC entro i limiti previsti dalla legge.


