La coltivazione della canapa, da sempre legata alle campagne italiane, sta vivendo una profonda evoluzione: non più solo risorsa agricola tradizionale, ma protagonista emergente nel mondo dell’edilizia sostenibile e della rigenerazione urbana. In questo contesto, RESTRUCTURA la 37ª edizione del salone dedicato alla riqualificazione edilizia — che si terrà da oggi al 15 novembre 2025 al padiglione dell’Oval Lingotto a Torino — dedica un focus speciale alla canapa come materiale chiave di un nuovo modo di costruire.
Il momento centrale dell’evento per architetti, ingegneri e progettisti sarà la conferenza “Riprogettare la città sostenibile: la canapa come opportunità di rilancio”, prevista per sabato 15 novembre. Promossa da un’associazione di bio-architettura, l’iniziativa mira a mettere in dialogo professionisti del settore, rappresentanti delle associazioni agricole e della filiera della canapa e decisori politici e amministrativi, con lo scopo di dare concretezza a una filiera “dal campo alla casa”.
Ma perché la canapa? Il motivo è duplice: da un lato, le caratteristiche tecniche dei materiali derivati dalla canapa (come malte e intonaci a base di calce e canapa) permettono elevate prestazioni in termini di isolamento termico, traspirabilità e comfort abitativo. Dall’altro, la coltivazione della canapa offre un impatto ambientale molto positivo: grazie alla sua rapida crescita e al suo ciclo agronomico virtuoso, può sequestrare una quantità significativa di CO₂ e favorire un’economia circolare che valorizza gli scarti agricoli come materia prima edilizia.
Il contesto urbano di Torino emerge come simbolo di questa trasformazione: da città industriale a hub di rigenerazione che rappresenta un terreno ideale per sperimentare nuovi modelli di edificazione e riuso, in cui materiali bio-ecologici e filiere corte diventano strumenti concreti per migliorare la qualità edilizia e urbana.
Tuttavia, la sfida è ancora ampia. La filiera italiana della canapa edilizia fatica a decollare su scala nazionale: mancano impianti diffusi per la prima trasformazione della pianta, molte materie prime sono importate e l’ecosistema produttivo non è ancora pienamente consolidato. Occorre quindi intervenire a livello normativo, infrastrutturale e tecnico affinché l’utilizzo della canapa diventi sistemico e non solo sperimentale.
Presenti anche alcune associazioni di categoria come Federcanapa e Canapa Sativa Italia, con l’intento di creare un fronte multidisciplinare con gli imprenditori del settore.
Questo salone vuole essere più di un’esposizione: vuole essere un catalizzatore per trasformare le potenzialità della canapa in un modello operativo, capace di generare nuovi cicli produttivi agricoli-edili, migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio e attivare una rigenerazione urbana dal forte impatto sociale, ambientale ed economico.


