Dopo la Francia, anche il Regno Unito è pronto a dare il via libera al CBD come integratore alimentare. Se a Parigi il mercato è stato aperto già nel marzo 2023 con una legge provvisoria, ora Londra si avvicina a un traguardo storico che potrebbe sancire un percorso regolamentato per il cannabidiolo derivato dalla canapa.
A confermarlo è la European Industrial Hemp Association (EIHA), che guida un consorzio di aziende europee del settore. L’associazione ha reso noto che il processo burocratico con la Food Standards Agency (FSA) britannica sta procedendo senza ostacoli. Il consorzio ha infatti ricevuto la bozza di raccomandazioni per la gestione del rischio relativa all’autorizzazione del CBD naturale estratto dalla canapa come ingrediente per gli integratori alimentari.
Questo passaggio segue la valutazione positiva sulla sicurezza del CBD arrivata lo scorso anno, definita dall’EIHA “una pietra miliare” che ha confermato il profilo di sicurezza della sostanza.
Verso un mercato regolamentato
La FSA ha ora aperto una consultazione pubblica di 12 settimane sulla bozza presentata. Se i Ministri la confermeranno, il Regno Unito sarà il primo paese al mondo a stabilire un quadro normativo chiaro per il CBD come integratore, offrendo certezza giuridica al settore e gettando le basi per una crescita sostenibile del mercato.
La proposta preliminare fissa inoltre una Dose Giornaliera Accettabile (DGA) di 10 mg/kg di peso corporeo, che dovrà essere riportata sulle etichette dei prodotti. In questa fase l’EIHA e i suoi membri parteciperanno attivamente al dibattito, con l’obiettivo di rendere le regole chiare, proporzionate e applicabili nel lungo periodo. L’associazione auspica che anche l’EFSA, dove è in corso un processo parallelo a livello europeo, guardi con attenzione all’approccio costruttivo adottato dal Regno Unito.

Il precedente francese
La Francia ha anticipato tutti con una legge temporanea entrata in vigore a marzo 2023. In base alle regole provvisorie, il contenuto di CBD nei singoli prodotti non può superare il 20%, mentre il dosaggio giornaliero è limitato a 50 mg. Le aziende, inoltre, devono soltanto notificare le proprie intenzioni di immissione in commercio, seguendo le linee guida francesi per gli integratori alimentari.
Questa apertura normativa ha già creato un mercato stimato in 300 milioni di euro nel solo 2023, in attesa che l’Unione europea arrivi a una decisione comune.

