Nel pomeriggio di ieri il Consiglio regionale d’Abruzzo ha espresso voto unanime a favore della risoluzione proposta dalla consigliera del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini. Il documento mira a salvaguardare e valorizzare la filiera della canapa industriale, settore messo in seria difficoltà dalle restrizioni introdotte dall’articolo 18 del cosiddetto Decreto Sicurezza.
Secondo la consigliera pentastellata, il provvedimento rappresenta un atto di responsabilità a sostegno di centinaia di imprese e lavoratori che, in Abruzzo come nel resto del Paese, rischiano di essere messi in ginocchio da una norma considerata ingiusta e sproporzionata. L’approvazione unanime da parte dell’assemblea regionale viene letta come un passo decisivo per rafforzare presso Governo e Parlamento la richiesta di una revisione radicale di una misura che, a suo giudizio, mette in pericolo la sopravvivenza di un comparto innovativo e sostenibile, privo di valide motivazioni restrittive.
La risoluzione impegna la Regione Abruzzo a farsi portavoce, insieme alle altre Regioni italiane, della richiesta di abrogare le disposizioni che vietano la produzione e la commercializzazione delle infiorescenze di canapa industriale prive di THC. Prevede inoltre l’istituzione urgente di una cabina di regia tecnico-legale incaricata di monitorare gli impatti economici del decreto e individuare misure di sostegno per le imprese danneggiate.
Alessandrini ha ricordato come già mesi fa avesse sollecitato la maggioranza a prendere posizione sulla questione, senza ottenere però riscontro. L’approvazione odierna viene quindi interpretata come il riconoscimento della gravità del problema e della necessità di difendere non una battaglia ideologica, ma posti di lavoro, investimenti pubblici e privati e una filiera che in Abruzzo rappresenta un’eccellenza.
La consigliera ha inoltre sottolineato il valore strategico della coltivazione della canapa industriale per le aree interne della regione, dove molti giovani imprenditori hanno investito in innovazione e coraggio per rivitalizzare borghi e territori marginalizzati. In quest’ottica, difendere la filiera significa difendere le comunità locali e garantire nuove prospettive di sviluppo sostenibile per l’intero Abruzzo.

