Il Parlamento Europeo ha approvato gli emendamenti 617, 648 e 651, che sanciscono ufficialmente la possibilità di utilizzare tutte le parti della pianta di canapa, purché provenienti da varietà certificate a basso contenuto di THC.
Cosa cambia concretamente:
- Superamento delle differenze normative tra Stati membri
- Maggiore competitività per gli agricoltori europei
- Garanzie di sicurezza e tracciabilità dei prodotti
- Sostegno all’economia circolare e al Green Deal
- Nuove opportunità per i giovani agricoltori e per l’innovazione nelle aree rurali
Si tratta di un passaggio storico, che rafforza il settore, chiarisce il quadro normativo e apre prospettive di sviluppo sostenibile in tutta l’Unione Europea.
«Oggi la Commissione Agricoltura ha lanciato un segnale chiaro: con questa revisione mirata dell’OCM ha approvato emendamenti che riconoscono la piena legalità di tutte le parti della pianta di canapa e richiedono un quadro normativo armonizzato a livello europeo», afferma l’eurodeputata dei Verdi/AVS Cristina Guarda, tra le promotrici delle modifiche approvate.
Gli emendamenti introducono infatti il principio dell’uso integrale della pianta, includendo fiori e foglie tra i prodotti agricoli regolamentati dall’OCM, sempre nel rispetto delle varietà certificate a basso THC.
«È una vittoria che apre nuove prospettive a un settore innovativo e sostenibile, che in Italia viene ostacolato da un governo disposto a sacrificare posti di lavoro pur di difendere pregiudizi ideologici. In Commissione Agricoltura, al contrario, abbiamo riconosciuto il valore di una filiera capace di sostenere la transizione ecologica, generare reddito e attrarre giovani agricoltori», sottolinea ancora Guarda.
«Adesso è fondamentale che la posizione della Commissione Agricoltura venga confermata in plenaria e difesa durante il trilogo. Sarebbe una svolta decisiva per l’intero settore europeo, che uscirebbe finalmente dall’incertezza normativa e potrebbe sviluppare pienamente il proprio potenziale. Invitiamo i governi europei, e in particolare quello italiano, a non perdere questa occasione», conclude.

