ITALIA
-Io Coltivo, la proposta di legge ignorata dal Governo: Meglio Legale non si arrende - Nel silenzio delle aule parlamentari si è arenata una delle più recenti iniziative di legge popolare in materia di cannabis. Si chiama “Io Coltivo” ed è la proposta promossa dall’associazione Meglio Legale per consentire la coltivazione domestica di cannabis a uso personale e superare l’attuale impianto proibizionista.-Quanto guadagna la criminalità organizzata dalla cannabis? Legalizzare servirebbe? - Quando si parla di quanto “guadagnano le mafie” dalla cannabis, è necessario partire da una premessa metodologica: nel mercato illegale non esistono bilanci ufficiali. Per questo motivo, il dato più attendibile non è il profitto netto delle organizzazioni criminali, ma la spesa complessiva dei consumatori, cioè la quantità di denaro che ogni anno confluisce nel circuito clandestino della produzione, importazione, distribuzione e spaccio.-Forlì, la cannabis terapeutica non si trova: lo sfogo di una donna è la situazione di tanti - È una storia che parla di burocrazia, distanza geografica e fatica quotidiana quella che coinvolge una famiglia di Forlì, Laura R. di 79 anni, impegnata da tempo a garantire alla madre 97enne una terapia a base di cannabis terapeutica.-Calabria, la legge sulla cannabis terapeutica è ferma: chiesti chiarimenti alla Regione - A più di due anni dalla sua approvazione, la legge regionale sulla cannabis terapeutica resta ancora lettera morta. A riportare l’attenzione sulla vicenda è il consigliere regionale Ferdinando Laghi, Segretario Questore del Consiglio, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta alla Giunta regionale per conoscere le cause del mancato avvio della normativa.-Arrestato tramite YouPol: il lato oscuro dell’app messa in mano ai cittadini - Vado Ligure, segnalato, arrestato e assolto: la cannabis era per … -Clamoroso a Treviso: il Tar nega la patente a chi frequenta consumatori di cannabis - Treviso, patente negata non per ciò che fai ma per … -Ma quale “operazione antidroga”. Un Governo disperato che non sa più cosa inventarsi - Dopa la prima ondata di "fango" da parte del Governo sul settore della cannabis light, negli ultimi giorni una parte consistente della stampa italiana ha dedicato ampio spazio a presunte operazioni antidroga che avrebbero coinvolto anche gli shop legali della canapa italiana. -Il Consiglio di Stato da ragione alle aziende: il CBD ad uso orale non è uno stupefacente, ma.. - Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da alcune aziende della canapa industriale, bloccando l’efficacia della sentenza del Tar del Lazio sul cannabidiolo (CBD) e permettendo così alle imprese di proseguire le proprie attività. -Datemene un po’ e non vi arresto: un anno e nove mesi per il poliziotto condannato a Torino - È arrivata una condanna in primo grado per un agente di polizia in servizio a Torino, riconosciuto responsabile di una serie di reati commessi nell’estate del 2022. Il giudice Paolo Gallo, nella giornata di ieri 9 dicembre, ha inflitto all’imputato una pena di un anno e nove mesi di reclusione, accompagnata dal divieto di ricoprire incarichi pubblici per cinque anni. -Sopruso: nuovo attacco del governo al settore della canapa italiana - Dopo la giostra politica di questo Governo nel proporre una legge che avrebbe dovuto “normalizzare” il settore della canapa industriale attraverso una super tassa – poi ritirata – lo stesso esecutivo ha deciso di rilanciare con l’ennesimo attacco frontale agli imprenditori del settore canapicolo italiano.

Modena: la Guardia di Finanza sequestra 500 chili di canapa industriale

Sigilli a 500 chili di canapa industriale dopo il blitz della Guardia di Finanza di Bologna all’aeroporto Marconi. Gli avvocati: «Impresa seria, sempre autorizzata e trasparente. Ora 17 dipendenti rischiano il posto».

In nome del famigerato Decreto Sicurezza, lo Stato ha colpito ancora: sequestrati derivati di canapa industriale a un’azienda modenese che da anni opera alla luce del sole, rispettando le leggi e creando occupazione. Un settore che in altri Paesi viene incentivato come opportunità economica e innovativa, in Italia viene invece criminalizzato e ridotto a un caso di “stupefacenti”.

Con 17 dipendenti, frutto di sacrifici, investimenti e lavoro, l’azienda viene messa in ginocchio da un governo che non distingue tra chi spaccia droga e chi lavora onestamente trasformando canapa industriale. Questa non è difesa della legalità: è accanimento ideologico, è miopia politica che non guarda al futuro, ma preferisce distruggere un intero settore in crescita.

Tutto è iniziato il 28 agosto, quando all’aeroporto Marconi di Bologna i militari della Guardia di Finanza hanno intercettato una spedizione destinata all’azienda modenese: ufficialmente dichiarata come “tè verde”, conteneva invece canapa sativa, la cosiddetta cannabis light. Nulla di illegale, se non fosse che il Decreto Sicurezza ha trasformato una filiera regolare in un campo minato di divieti e sospetti.

Il sequestro si è esteso anche allo stabilimento modenese, dove sono stati messi i sigilli a circa 470 chili di prodotto confezionato alla luce del sole, in un’attività che fino a pochi mesi fa era assolutamente lecita. Ora il giovane titolare è accusato addirittura di “produzione, detenzione e commercio di stupefacenti”: un’assurdità che calpesta la realtà dei fatti.

Gli avvocati Cosimo Zaccaria e Nicola Elmo denunciano: «L’azienda è seria, possiede tutte le autorizzazioni e ha sempre operato con trasparenza. Non ha mai prodotto canapa con efficacia drogante». E sottolineano come il sequestro sia stato eseguito senza neppure verificare le percentuali di THC né visionare le analisi certificate già in possesso dell’azienda.

Il Decreto Sicurezza, ricordano i legali, è già stato messo in discussione dalla stessa Corte di Cassazione per dubbi di legittimità costituzionale e per contrasto con la normativa europea. Ma nel frattempo a pagarne le conseguenze sono imprenditori e lavoratori onesti, che vedono distrutti i loro sacrifici.

Questa vicenda non è un semplice fatto di cronaca giudiziaria: è la fotografia di uno Stato che preferisce criminalizzare l’innovazione anziché sostenerla. Un governo che si proclama “difensore della legalità” ma che, con leggi cieche e punitive, finisce per favorire il mercato nero e l’illegalità vera.

Il risultato? Un’azienda che rischia di chiudere, 17 famiglie lasciate senza reddito, e un intero settore — quello della canapa industriale e della cannabis light — soffocato da norme ideologiche e retrograde.

Invece di valorizzare un comparto che in tutto il mondo è visto come opportunità di sviluppo sostenibile, l’Italia continua a trattare chi coltiva e lavora canapa come un criminale. Una miopia che non solo rovina imprese oneste, ma spegne ogni prospettiva di futuro per un’economia moderna, legale e trasparente.

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