ITALIA
-Ma quale “operazione antidroga”. Un Governo disperato che non sa più cosa inventarsi - Dopa la prima ondata di "fango" da parte del Governo sul settore della cannabis light, negli ultimi giorni una parte consistente della stampa italiana ha dedicato ampio spazio a presunte operazioni antidroga che avrebbero coinvolto anche gli shop legali della canapa italiana. -Il Consiglio di Stato da ragione alle aziende: il CBD ad uso orale non è uno stupefacente, ma.. - Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da alcune aziende della canapa industriale, bloccando l’efficacia della sentenza del Tar del Lazio sul cannabidiolo (CBD) e permettendo così alle imprese di proseguire le proprie attività. -Datemene un po’ e non vi arresto: un anno e nove mesi per il poliziotto condannato a Torino - È arrivata una condanna in primo grado per un agente di polizia in servizio a Torino, riconosciuto responsabile di una serie di reati commessi nell’estate del 2022. Il giudice Paolo Gallo, nella giornata di ieri 9 dicembre, ha inflitto all’imputato una pena di un anno e nove mesi di reclusione, accompagnata dal divieto di ricoprire incarichi pubblici per cinque anni. -Sopruso: nuovo attacco del governo al settore della canapa italiana - Dopo la giostra politica di questo Governo nel proporre una legge che avrebbe dovuto “normalizzare” il settore della canapa industriale attraverso una super tassa – poi ritirata – lo stesso esecutivo ha deciso di rilanciare con l’ennesimo attacco frontale agli imprenditori del settore canapicolo italiano.-La cannabis light uccide? NO. Facciamo chiarezza sulla tragedia di Milano - Nei giorni scorsi il web è stato invaso dalla notizia della morte di un giovane che si sarebbe tolto la vita gettandosi dalla finestra dopo aver consumato cannabis light. Ma poniamoci subito una domanda: ha senso parlare ancora di “cannabis light” quando un prodotto viene adulterato con altre sostanze?-La cannabis light sballa solo il governo: una maggioranza più instabile del THC - Per un’intera legislatura Fratelli d’Italia ha raccontato agli italiani che la cannabis light fosse una minaccia travestita da innocua piantina. Poi, all’improvviso, nella notte della Manovra, lo stesso partito ha depositato un emendamento che – ironia della sorte – avrebbe riportato sugli scaffali proprio quelle infiorescenze che aveva appena bandito con orgoglio nel decreto Sicurezza.-Articolo18: il GIP di Brindisi lo rimanda alla Corte Costituzionale - Il tentativo del Governo di bloccare per legge la commercializzazione delle infiorescenze di canapa industriale si ritrova ora sotto la lente delle due massime giurisdizioni: la Corte di giustizia dell’Unione Europea e la Corte costituzionale italiana.-Il Segretario dei Radicali si è fatto denunciare nuovamente in difesa della canapa industriale - Il segretario dei Radicali, Filippo Blengino, è finito ancora una volta in stato di fermo nell’ambito della sua campagna di disobbedienza civile legata alla cannabis light. La vicenda affonda le sue radici alla fine di maggio, quando Blengino aveva deciso di trasformare temporaneamente la sede del partito in un punto vendita di infiorescenze di cannabis legale, battezzato “CBD – Centro Buona Disobbedienza”, per contestare l’articolo 18 del Decreto Sicurezza.-Imperia: il tribunale conferma la liceità dei fiori di canapa annullando sequestro di 350 kg - Un’altra importante affermazione per il settore della canapa industriale arriva dal Tribunale di Imperia, che ha disposto l’annullamento dell’arresto e del sequestro di circa 350 kg di infiorescenze, riconoscendone la piena liceità in assenza di effetto drogante. -La senatrice Sabrina Licheri presenta in Senato una proposta di legge a tutela delle imprese - Un nuovo disegno di legge, articolato in due punti e presentato dalla senatrice M5S Sabrina Licheri, mira a offrire maggiori tutele agli operatori della filiera della canapa, frequentemente esposti a sequestri che continuano a ostacolare le attività agricole e commerciali legate alle infiorescenze.

Juicy Fields è una truffa?

Il settore della cannabis sta conoscendo un’espansione senza precedenti a livello globale, ma rimane un mercato complesso e altamente regolamentato, che richiede ingenti capitali e una moltitudine di autorizzazioni. Negli ultimi anni, una delle opportunità di investimento più discusse in questo ambito è stata offerta da Juicy Fields, una piattaforma che prometteva di collegare investitori e produttori di cannabis con l’obiettivo di generare profitti.

Tuttavia, recenti sviluppi hanno sollevato seri dubbi sulla legittimità di Juicy Fields, con migliaia di utenti che denunciano il blocco improvviso dei loro fondi. Movimenti finanziari sospetti sui conti aziendali hanno alimentato i sospetti, mentre sui social media si moltiplicano le segnalazioni di prelievi negati e il timore di una possibile “exit scam”.

La situazione ha raggiunto il culmine tra l’11 e il 14 luglio, quando gli investitori si sono resi conto che il loro denaro era ormai inaccessibile. Durante questo periodo, una figura nota come Zvezda Lauric è emersa come unico punto di contatto informale per l’azienda, affermando di essere il direttore delle comunicazioni e in contatto con l’amministratore delegato, Williem van der Merwe. Secondo Lauric, i proprietari della piattaforma avevano garantito il rilascio dei fondi entro 48 ore, ma poco dopo è stata diffusa la notizia delle dimissioni di Van der Merwe.

Nel frattempo, il sito web di Juicy Fields ha subito modifiche significative: oltre al blocco dei prelievi, è stata annunciata una presunta cessione della proprietà a una nuova società, LC MED AG ADVANCED PHARMACY. Tuttavia, quest’ultima ha dichiarato di non avere alcun legame con la piattaforma, sollevando ulteriori interrogativi sulla trasparenza dell’operazione.

Già il 3 giugno 2022, l’Autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca aveva vietato a Juicy Fields di operare nel paese, sostenendo che la piattaforma aveva violato la normativa sugli investimenti. Eppure, il progetto continuava a presentarsi come un’opportunità di investimento con rendimenti straordinari, attirando molti investitori con la promessa di profitti derivanti dalla coltivazione e vendita di cannabis terapeutica.

Il modello di business prevedeva che gli utenti registrassero un account gratuito, acquistassero piante virtuali e, dopo un ciclo di crescita di 108 giorni, ottenessero un ritorno fino al 40% dell’investimento iniziale. Ad esempio, un investimento di 1.000 euro avrebbe potuto generare guadagni tra 1.350 e 1.650 euro in poco più di tre mesi. I pagamenti avvenivano tramite criptovalute o bonifici bancari.

Numeri apparentemente troppo vantaggiosi per essere veri, tanto da far sorgere i primi sospetti su una possibile truffa. In un solo anno, un investitore avrebbe potuto ottenere un rendimento superiore al 172%, una percentuale in netto contrasto con la realtà del settore della cannabis. Secondo l’Associazione Nazionale dell’Industria della Cannabis (NCIA), il 58% delle aziende del settore fatica a generare profitti, mentre solo il 42% riesce a ottenere margini modesti.

Un altro segnale di allarme è stata la scarsa trasparenza delle informazioni legali della piattaforma, rendendo Juicy Fields un caso da manuale di potenziale schema Ponzi. Nonostante ciò, molti investitori sono stati ingannati dalla forte campagna pubblicitaria dell’azienda e dalle testimonianze di coloro che inizialmente avevano ricevuto pagamenti.

Quando i prelievi sono stati bloccati, la reazione è stata immediata: gli investitori si sono organizzati in gruppi Telegram per cercare di comprendere la situazione. “In fondo, tutti avevamo il sospetto che fosse uno schema Ponzi, ma ho comunque deciso di investire pensando di essere tra i primi”, ha scritto un utente su Trustpilot.

Altri utenti hanno manifestato frustrazione per l’improvviso blocco dei loro account e la richiesta di modificare password che non venivano accettate. In molti ritengono che i presunti truffatori abbiano semplicemente guadagnato tempo per svuotare i conti e prelevare il denaro in modo sicuro. Le speranze di recuperare gli investimenti sembrano affievolirsi, e alcuni investitori stanno valutando azioni legali per cercare giustizia.

Negli ultimi giorni, sul sito di Juicy Fields è comparso un messaggio che cerca di giustificare la crisi in corso. La dichiarazione suggerisce che solo una minima parte degli investimenti potrà essere rimborsata, invitando gli utenti a unirsi in un’azione collettiva. Tuttavia, per chi ha perso denaro, queste parole suonano come una beffa.

Quello che inizialmente sembrava un’opportunità redditizia si è trasformato in un incubo finanziario per migliaia di investitori, evidenziando ancora una volta i rischi legati agli investimenti online che promettono guadagni facili e rapidi.

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